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Gli interventi nei "panel" della due giornate di lavori a Bologna: strategie e soluzioni per costruire le città del futuro.
Pubblicato il April 2, 2026 11:00 AM

In un anno simbolico come quello del suo 80° anniversario, Confcommercio lancia una nuova
iniziativa di respiro nazionale: “inCittà: Spazi che cambiano, economie urbane che crescono”. A Bologna, il 20 e 21 novembre scorso, si è tenuto un appuntamento pensato per offrire al Paese un’opportunità di dibattito e crescita sul ruolo strategico che le economie di prossimità ricoprono per il futuro delle città italiane in coerenza con il percorso tracciato dal progetto Cities e con il supporto di Confcommercio Ascom Bologna.

Giovedì 20 novembre

Primo giorno dell'appuntamento legato al contesto urbano. Il format ha combinato l’approccio scientifico dei convegni con incontri divulgativi, il confronto politico con la vivacità interdisciplinare, il tutto con l’obiettivo di affermare il ruolo di Confcommercio come attore fondamentale nel dibattito sulle politiche urbane.

I lavori sono stati aperti dal presidente di Confcommercio Bologna, Enrico Postacchini che ha sottolineato come questo sia "un evento di grande occasione di formazione per il nostro sistema per arrivare pronti a confrontarsi con le istituzioni su questi temi”. Il presidente di Confcommercio nazionale, Carlo Sangalli, ha poi presentato le proposte della Confederazione per le città del futuro. A seguire l'intervento del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

Città e terziario: innovazione, economia, socialità

La prima parte della giornata si è conclusa con il confronto tra Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Matteo Lepore, sindaco di Bologna e coordinatore delle Città metropolitane ANCI, e in videocollegamento Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi nell’Unione europea. Modera Agnese Pini, direttrice responsabile del QN.

Il sindaco Lepore ha spiegato come in tutta Europa i sindaci si stiano confrontando per capire come affrontare l’innalzamento del costo della vita, soprattutto nell’ambito abitativo, e "per questo serve un fondo europeo che renda l’accesso alla casa davvero sostenibile. Finora la casa non è mai stata una priorità dell’Unione, mentre sull’efficientamento energetico sono stati investiti ingenti finanziamenti. Per Lepore ad oggi ci troviamo ad uno snodo decisivo: si sta infatti discutendo il budget della Commissione europea "i fondi di coesione sono numerosi, ma non possiamo dividerci proprio sulle necessità urbane. Serve un’agenda urbana nazionale che includa piccoli comuni, aree interne e grandi città. Senza risorse europee e senza una politica nazionale chiara, diventa difficile costruire soluzioni”.

Il presidente Fedriga ha sottolineato come il costo della vita continui a crescere e come, di fronte a questa situazione, sia indispensabile una collaborazione reale con le parti sociali e datoriali: “Ognuno deve fare la propria parte. Non possiamo limitarci a dire che mancano i soldi o che le regole sono sbagliate. È necessario mettersi in discussione, perché aspettare le risorse senza intervenire rischia di far morire il sistema". Le regole vanno riviste e serve un nuovo modello capace di rendere di nuovo attrattiva la nostra economia. In questo percorso la sinergia con le associazioni di categoria è decisiva, così come il supporto dei fondi pubblici. Solo lavorando insieme possiamo costruire il commercio del presente e del futuro”.

In videocollegamento, Irene Tinagli: "Nelle città europee, il problema casa non è solo una questione di diritti dei cittadini, ma è anche un tema di competitività, perché se i lavoratori non possono trovare casa nelle zone dove ci sono le aziende, ecco che si crea un problema per l’economia”.

Alleanze urbane per contrastare la crisi

Il secondo panel della giornata è stato dedicato al potere delle “alleanze urbane”, modelli di collaborazione strategica in cui il settore pubblico, il mondo delle imprese, le istituzioni accademiche e il capitale filantropico uniscono le forze per definire un nuovo patto per il territorio. L’obiettivo non è solo delineare strategie efficaci, ma mostrare come la sinergia tra attori diversi possa generare un valore che non è solo economico, ma anche sociale e relazionale.

Alla tavola rotonda hanno partecipato: Luigi Taranto, advisor per le politiche legislative di Confcommercio, Andrea Prete, presidente di Unioncamere, Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le riforme (in videocollegamento), Simona Tondelli, prorettrice vicaria dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, Veronica Nicotra, segretaria generale dell’ANCI, Mauro Magatti professore di Sociologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore. 

Secondo Taranto, "il modo più semplice per affrontare il tema delle alleanze urbane è quello di guardare al progetto Cities. Un’infrastruttura realizzativa x portare il contributo di Confcommercio all’agenda urbana e a quei cantieri di costruzione che mettono in contatto pubblico e privato".

Per Prete, "le camere di commercio svolgono un ruolo importante nel creare condizioni di vivibilità e attrazione del territorio, alleviando così il processo di declino urbano delle città".

"Il 3 dicembre - ha detto il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto -presentiamo la nuova agenda europea delle città" con il "pieno coinvolgimento di tutti gli stakeholders" per "implementare questa agenda in modo efficace" in vista della nuova programmazione 2028-2034. "Uno degli errori che non si devono fare - ha aggiunto Fitto - è quello di decidere in modo verticistico senza un coinvolgimento dei territori e di tutti gli stakeholders. Oggi stiamo provando a invertire questo meccanismo. Lanciamo l'agenda per le città, la confrontiamo con tutti i protagonisti, la implementiamo e la condividiamo e la mettiamo a disposizione del prossimo strumento finanziario". Nel frattempo "abbiamo la possibilità nella fase di completamento del Piano nazionale di resilienza e della programmazione modificata della politica di coesione di proseguire in questo lavoro".

Come si muove la città: un equilibrio tra sostenibilità e competitività

Il terzo panel ha esplorato la mobilità urbana, un ecosistema complesso in cui i flussi di persone e merci si intrecciano, definendo la relazione tra la vita dei quartieri e la catena di approvvigionamento delle nostre economie. Il confronto ruoterà attorno alle strategie per il trasporto pubblico locale, alle innovazioni nella logistica dell’ultimo miglio e alle politiche di governo del territorio su scala più ampia. L’obiettivo è condividere soluzioni integrate per una mobilità intelligente, capace di ridurre l’impatto ambientale e di rafforzare la competitività dei centri urbani.

Sono intervenuti: Mario Conte, presidente ANCI Veneto (in videocollegamento), Morena Pivetti, esperta di economia e trasporti, Michela Michini, visitors management expert, Telepass S.p.A, Nazzarena Franco, Amministratrice delegata DHL Express Italy, Giuseppina Gualtieri, presidente Tper S.p.A. Modera Alan Patarga, caporedattore ufficio centrale TgCom24.

Città, Big Data e IA: percorso per un nuovo urbanesimo

L’ultimo panel della giornata si è occupato di intelligenza artificiale e di come l’enorme disponibilità di dati siano una forza che sta già ridisegnando il funzionamento delle nostre città e la vita di chi le abita. Dalla gestione dei servizi pubblici e privati alla mobilità, queste tecnologie sono il motore di un “nuovo urbanesimo” che promette efficienza e innovazione. Un confronto sulle strategie di governance, esperienze del mondo economico e analisi delle profonde implicazioni sociali.

L’obiettivo è delineare una via per uno sviluppo tecnologico che non sia fine a sé stesso, ma uno strumento per migliorare la qualità della vita, promuovere l’inclusione sociale e rendere le città luoghi più giusti, resilienti e vivibili per cittadini e imprese.

Ospiti alla tavola rotonda: Barbara Carfagna, autrice e conduttrice Rai, Guido Castelli, commissario straordinario di Governo alla ricostruzione dei territori colpiti dall'evento sismico del 24 agosto 2016, Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la sostenibilità digitale, Paolo Testa, responsabile del Settore Urbanistica e Rigenerazione Urbana di Confcommercio. Modera Giuseppe De Filippi, vicedirettore Tg5 Mediaset.

Castelli ha sottolineato che la tecnologia deve essere l’elemento guida in grado di accompagnare e sostenere l’intero processo di ricostruzione. “L’intelligenza artificiale, ad esempio, può generare grande utilità se adeguatamente controllata. Ma il vero nodo resta la crisi demografica, un problema che l’AI da sola non può risolvere. La tecnologia può certamente migliorare i processi, ma il vero problema oggi è il forte deficit di competenze. Per questo è fondamentale creare le condizioni per costruire una comunità futura che abbia le risorse umane e professionali per esistere e crescere”.

Epifani ha evidenziato come demografia e geografia siano i due fattori chiave che definiranno i futuri modelli di sviluppo. “La sfida è capire come implementare l’intelligenza artificiale in modo che diventi davvero funzionale a un modello di sviluppo sostenibile. L’AI esiste, che ci piaccia o meno, e per questo dobbiamo elaborare strategie utili e concrete per il futuro del Paese”.

Testa ha raccontato che, in uno studio realizzato con SWG, Confcommercio ha indagato, insieme ai cittadini italiani, come stia oggi l’economia di prossimità. "In particolare è stato chiesto quale sia il loro orientamento verso il commercio di prossimità: oltre i due terzi desiderano più negozi e maggiori occasioni per trovare sotto casa ciò di cui hanno bisogno”.

Testa ha poi richiamato il concetto di città come bene comune, un luogo in cui diversi attori collaborano attraverso un’amministrazione condivisa e strumenti giuridici solidi. "In questo modello la società civile diventa coproduttrice di politiche, servizi e innovazione. Il digitale si inserisce in questa visione come leva per decisioni più consapevoli, stabili e durature, rafforzando la capacità di cittadini e imprese di generare valore pubblico".

Venerdì 21 Novembre

Il programma è proseguito con nuovi approfondimenti su temi centrali per lo sviluppo urbano e sociale. Al centro del dibattito le politiche europee per i territori urbani, il futuro dei centri storici, il concetto di città come bene comune, la coesione sociale e la rigenerazione urbana, le soluzioni per affrontare le sfide demografiche. Una giornata ricca di incontri per confrontarsi sulle strategie da mettere in campo per costruire città più inclusive, resilienti e sostenibili.

Dialogo tra Europa e territori: un patto per le città del futuro

Le città europee devono ripensarsi per integrare qualità della vita, lavoro e tempo libero in un unico ecosistema. Per farlo serve una forte collaborazione tra tutti i livelli istituzionali. Dal quadro europeo alle sfide dei sindaci e alle richieste delle nuove generazioni, il dibattito analizza il ruolo crescente dell’economia di prossimità e le strategie per lo sviluppo urbano, con l’obiettivo di rendere le città più attrattive, inclusive e competitive.

Hanno partecipato alla tavola: Stefano Cavedagna, deputato al Parlamento europeo, Chiara Frontini, sindaca di Viterbo, Dario Nardella, deputato al Parlamento europeo, Gianfranco Viesti, professore di Economia all'Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Il professor Viesti ha ricordato il ruolo dell’Europa negli ultimi quarant’anni nell'ambito delle politiche di coesione. Da un lato ha offerto regole, processi, procedure e principi comuni, oltre a buone pratiche che non sono rimaste solo sulla carta, ma hanno fornito indicazioni concrete. Dall’altro ha messo a disposizione risorse economiche importanti: "è nato un vero e proprio capitolo dedicato alle città, diventato uno dei pilastri delle politiche di coesione, con fondi e poteri di gestione destinati ai contesti urbani". Tuttavia, Viesti ha espresso perplessità sulla proposta della Commissione europea per il nuovo bilancio, che definirà le prossime politiche, perché si allontana troppo dalle necessità che i contesti urbani devono affrontare.

L'eurodeputato Cavedagna ha dato il suo punto di vista sulle nuove politiche di coesione: "Serve un nuovo patto con il mondo del commercio a livello locale e nazionale ed europeo soprattutto, dove non abbiamo norme che considerano il commercio come pilastro della nostra economia". 

L'ex sindaco di Firenze ed eurodeputato, Dario Nardella, ha ricordato la sua esperienza come primo cittadino: "La mia esperienza da sindaco e stata in costante concertazione con le piccole e medie imprese del commercio. Negli anni abbiamo fatte tante iniziative con Confcommercio". Poi Nardella ha parlato del tema delle politiche urbane: "Se vogliamo costruire un patto per il commercio, dobbiamo aiutare le città. A livello europeo le città devono tornare protagoniste". "Non si può mettere tutto in un unico calderone, secondo il piano Von der Leyen, mettendo insieme ambiti diversi come agricoltura e commercio. Bisogna restituire autonomia alle politiche di coesione".   

Centri storici: nuove regole per un futuro sostenibile tra turismo e vivibilità

I centri storici sono ecosistemi fragili, oggi al centro di una tensione crescente tra la loro vocazione turistica e la necessità di garantire la qualità della vita per i residenti. Quando la pressione dei flussi di massa rischia di erodere l’autenticità e la vivibilità, diventa cruciale definire “nuove regole”.

Sono intervenuti: Duccio Canestrini, antropologo del turismo, Lionello Cerri, imprenditore culturale, Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, Marisa Fantin, referente Community Città storica INU, Walter Veltroni, scrittore e regista. Modera Nicola Saldutti, caporedattore economia Corriere della Sera.

Veltroni ha riportato l'attenzione sulla desertificazione commerciale, ricordando che per contrastare il crescente numero di chiusure occorre partire dal concetto stesso di città: un luogo che non è fatto solo di mattoni, ma che ha anche un’anima da preservare. "Oggi chi amministra un contesto urbano deve confrontarsi con due grossi problemi: la crisi demografica e l’invecchiamento precoce della popolazione".

“La chiusura dei negozi nei quartieri delle grandi città, ma non solo, restituisce uno sguardo urbano angoscioso: il grigio delle saracinesche abbassate, la scomparsa di presenze umane, la perdita di luoghi come librerie ed edicole alimentano un senso di solitudine. Una solitudine sociale, prima ancora che anagrafica”, ha osservato.

Per Veltroni gli altri nodi centrali sono la sicurezza e il costo degli affitti. “Sul prezzo dei locali serve una politica nuova: gran parte delle attività chiude perché, a ogni crisi, il sistema crolla. Bisognerebbe riconoscere che chi tiene aperta una saracinesca rende il quartiere più vivibile e più sicuro, crea luoghi in cui le persone possono incontrarsi e questo va protetto”.

Christillin ha illustrato le strategie adottate dal Museo Egizio di Torino per continuare a essere un luogo attrattivo e un punto di riferimento nazionale. Ha ricordato come Torino, dal punto di vista urbano, sia cambiata profondamente nel tempo: “Come scriveva Calvino nelle Città invisibili, una città si stratifica su se stessa e si racconta attraverso i suoi cambiamenti". Il Museo, invece, era rimasto fermo, "pur essendo un’istituzione che oggi celebra il suo bicentenario e custodisce una collezione tra le più importanti al mondo, la prima al di fuori dell’Egitto".

"Per questo - ha spiegato Christillin - si è scelto di rendere il patrimonio il più fruibile possibile: la collezione è stata digitalizzata e resa accessibile a tutti, e si è ampliato il bacino dei visitatori traducendo in arabo il sito e le didascalie, così da includere un pubblico sempre più internazionale".

Città belle, città sicure, città vive

La qualità della vita nelle città si basa su tre elementi strettamente collegati: sicurezza dei cittadini, qualità degli spazi urbani e vitalità sociale ed economica. Non esiste una città davvero vivace senza sicurezza, né può esserci bellezza in un contesto urbano spento o insicuro. Questo incontro riunisce esperienze e competenze diverse con l’obiettivo di superare una visione frammentata e costruire un approccio unitario alla rigenerazione urbana.

Hanno partecipato alla tavola rotonda: Luigi Altamura, comandante Corpo di Polizia Municipale del Comune di Verona, Simone d’Antonio, Lead expert URBACT alla Commissione Europea, Giovanni Semi, professore di Sociologia all'Università degli Studi di Torino, Jacopo Veneziani, storico dell'arte e divulgatore scientifico, Barbara Zagami, imprenditrice della night life. 

Stadi e nuove prospettive cittadine

Federico Buffa, telecronista sportivo e narratore, prendendo spunto dalla storia della squadra di rugby neozelandese, gli All Blacks, ha raccontato l'evoluzione moderna del concetto di sport come business e la concezione degli impianti sportivi nella cultura americana rispetto a quella europea.   

Conoscenza e cultura: il motore economico di Bologna

Nell’economia attuale, la competitività urbana si misura sulla capacità di generare connessioni tra cultura e conoscenza. Da questo incontro è nata una riflessione sulle città come hub di creatività, capitale umano e innovazione. Partendo dal caso di Bologna, per approfondire strategie e sinergie.

Sono intervenuti sul tema: Daniele Donati, professore di Diritto amministrativo all'Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Paola Reali, responsabile del Fondo Nazionale Abitare Sociale, CDP Real Asset SGR, Carlo Stagnaro, direttore Ricerche e Studi all'Istituto Bruno Leoni. 

Le città come bene comune: coesione e rigenerazione per affrontare le sfide demografiche

Le grandi trasformazioni demografiche stanno cambiando le nostre comunità. L’invecchiamento della popolazione e i nuovi flussi migratori impongono un ripensamento del modo in cui progettiamo e viviamo la città. 

Ospiti del panel: Marco Becca, direttore, IFAB, Marco Bosio, business partner Talent Garden Italia, Giovanna Cosenza, professoressa di Semiotica all'Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Gian Luca Farinelli, direttore Cineteca di Bologna, Giovanni Ginocchini, direttore del Settore Mobilità Sostenibile e Infrastrutture del Comune di Bologna. 

a cura di

Veronica Mancino e Ugo Da Milano