Il mercato della musica in Italia genera un giro d'affari complessivo di 1,45 miliardi di euro. È quanto emerge dall'ultima indagine di Dismamusica Confcommercio, che fotografa un settore solido, diviso tra l'espansione del digitale, il ritorno del supporto fisico e un mercato degli strumenti musicali stabile. Il valore complessivo del comparto è trainato principalmente dallo streaming e dai diritti, che generano 435 milioni di euro (con lo streaming in crescita del 9,6% a 340,6 milioni e i diritti a 94,3 milioni). Segue il mercato degli strumenti musicali, impianti audio e prodotti per deejay, che vale 413,5 milioni di euro confermandosi sostanzialmente stabile (-0,9%) e guidato dalle scelte dei consumatori basate su qualità e prezzo. Contribuiscono al risultato totale anche la musica insegnata con 277 milioni e l'export con 188,5 milioni.
Tornano a crescere con forza i supporti fisici che, spinti dal boom del vinile (48,6 milioni), toccano i 74,6 milioni di euro (+21,7%). Completano il quadro la musica stampata, che sale a 32,5 milioni trainata dagli acquisti online, e il noleggio di strumenti, in crescita a 25,7 milioni. L'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale nel settore è ancora in fase iniziale, ma mostra le prime applicazioni concrete.
Tra le imprese, il 21% adotta strumenti di AI principalmente per creare contenuti social e gestire traduzioni. Tra i consumatori, la quota di adozione si attesta al 13,7%, utilizzata non solo per le traduzioni ma anche per comporre musica o valutare acquisti. L'impatto sul mercato è già evidente: tra gli utenti che si sono affidati all'algoritmo per farsi consigliare quale strumento comprare, ben il 41,6% ha poi effettivamente seguito l'indicazione ricevuta.
Nonostante i dati positivi, il presidente di Dismamusica, Raffaele Volpe, sottolinea che "il mercato degli strumenti musicali è ancora confinato entro dimensioni troppo ristrette. Per favorire lo sviluppo psicofisico e sociale legato alla pratica musicale, l'Associazione lancia un appello alle Istituzioni chiedendo tre interventi strutturali: incentivare la frequenza ai corsi formativi, ampliare l'offerta musicale all'interno dei percorsi scolastici e, come misura fiscale prioritaria, ridurre l'aliquota IVA per l'acquisto degli strumenti musicali".