Secondo calo consecutivo su base mensile per le vendite al dettaglio, che a luglio fanno segnare un calo dello 0,4% in valore e dello 0,5% in volume (link ai dati completi in pdf). Su base tendenziale, invece, si resta in territorio positivo in termini di valore con una crescita dell' 0,8% in valore, mentre in volume c'è un arretramento dello 0,6%
Le vendite di beni alimentari calano su base mensile dello 0,4% in valore e dello 0,5% in volume, mentre rispetto allo stesso mese del 2025 aumentano dello 0,3% in valore e calano dell'1% in volume. I non alimentari scendono su base mensile (-0,4% in valore e -0,7% in volume), mentre su base congiunturale c'è una crescita in valore (+1,1%) e un lieve calo in volume (-0,2)%. Quanto ai gruppi di prodotti, sono in progresso elettrodomestici, radio, tv e registratori (+6,1%mensile) e gli altri prodotti (+5%), mentre Calzature, articoli in cuoio e da viaggio registrano il calo più consistente (-2,8%).
Commercio al dettaglio, indice destagionalizzato e media mobile a tre mesi
Gennaio 2021–luglio 2026

Rispetto a giugno il valore delle vendite aumenta per la grande distribuzione (+1,6% in valore e +0,6% in volume) e per il commercio online (rispettivamente +2,4% e +1,6%).
Confcom: "Rischi di rallentamento"
"Sotto il profilo macroeconomico, le stime odierne non preoccupano oltre misura: infatti, nel bimestre giugno-luglio i consumi si sono spostati su segmenti non inclusi nell’indice delle vendite al dettaglio, come le automobili e molte aree dei servizi di mercato. Il secondo calo consecutivo delle vendite a volume rappresenta, tuttavia, un campanello d’allarme per molte imprese della distribuzione commerciale, soprattutto quelle di minore dimensione. Le più penalizzate continuano ad essere le aziende del commercio tradizionale, ma anche per molte strutture della GDO, soprattutto dell’alimentare, si notano elementi di difficoltà. In parte, ciò può essere dovuto anche alla compressione degli acquisti di beni commercializzabili a causa dell’espansione della quota dei consumi obbligati per la crescita dei prezzi degli energetici". "È evidente che se al momento la debolezza della domanda verso alcuni segmenti dei beni viene più che compensata dagli acquisti di altri prodotti e servizi, non vanno trascurati i rischi di un possibile rallentamento nei mesi finali del 2026, periodo cruciale tanto per i bilanci - e la sopravvivenza - di molte imprese del trade quanto per le prospettive di crescita del Paese nel 2027". Questo il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio ai dati Istat sulle vendite al dettaglio di luglio.




